Conto Termico 3.0: lo Stato fa un altro flop in diretta . La denuncia di Valentino Cotugno Presidente CONFAPILAZIO edilizia
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1,3 miliardi di richieste in pochi giorni, poi lo stop. Il sistema degli incentivi è una vergognosa lotteria: vince chi clicca più veloce, perdono imprese, professionisti e il Paese intero

Roma, 5 marzo 2026 – È durata meno di una settimana la farsa del Conto Termico 3.0. Il portale GSE ha aperto e, come sempre, è immediatamente collassato. Oltre 2.200 domande per 1,3 miliardi di euro in pochissimi giorni. Il 3 marzo il Gestore dei Servizi Energetici ha tirato giù la serranda con la solita scusa: «verifiche istruttorie per non superare i limiti di spesa».
Una misura “prudenziale”, dicono loro. Per chi lavora sul campo è l’ennesima dimostrazione di incompetenza burocratica pura e semplice. Un sistema progettato per fallire.
Valentino Cotugno, presidente Confapi Lazio Edilizia, lo denuncia senza sconti: «Basta con questa ipocrisia. Non è un incidente, è il modello italiano degli incentivi: annunci trionfali, decreti scritti male, portali che non reggono due giorni e poi lo stop. Il risultato? Una lotteria vergognosa dove non vince il progetto migliore, ma chi ha il tecnico più veloce a caricare la pratica alle 9:01 del primo giorno».

Una macchina amministrativa allo sbando
Famiglie, condomini, imprese e soprattutto piccoli Comuni (che potevano prendere il 100% a fondo perduto) erano pronti a partire. Progetti pronti, preventivi firmati, cantieri da avviare. Tutto bloccato. Mesi di lavoro tecnico buttati nel cestino perché lo Stato non è in grado di gestire la domanda che lui stesso ha creato.
E non è la prima volta. È il copione identico del Superbonus, dell’Ecobonus potenziato, del Bonus Facciate e di tutte le altre “rivoluzioni green” finite in farsa. Annunci in pompa magna, soldi promessi, poi il click-day che diventa un disastro e lo sportello chiuso con la scusa delle verifiche.
Il sistema premia la velocità, non la qualità. Non premia chi fa il cappotto più efficace o la pompa di calore più performante. Premia chi arriva primo nella corsa contro il tempo. Il resto viene sospeso, rinviato, dimenticato.
PRESIDENTE CONFAPILAZIO/Edilizia Valentino Cotugno
CEO GRUPPO REA ITALIA
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Lo scandalo vero: la distanza abissale tra annunci e realtà
Il GSE sapeva perfettamente che la domanda sarebbe stata enorme (il patrimonio edilizio italiano è un colabrodo energetico). Eppure ha aperto un portale chiaramente sottodimensionato. Risultato: fondi da 900 milioni annui evaporati in cinque giorni, migliaia di operatori economici lasciati nel caos e la transizione energetica ridotta a una scommessa da casinò.
Cotugno è netto: «Questo non è uno strumento di politica energetica. È una presa in giro. Le imprese investono tempo e soldi veri, i professionisti ci mettono competenza, e lo Stato risponde con un portale che va in tilt come un sito di biglietti per il concerto di un influencer. Basta. Serve un cambio radicale: fondi pluriennali certi, sportelli continui, valutazione dei progetti e non solo della velocità di clic».
Il conto lo paga sempre il Paese
Mentre il portale resta chiuso (al 5 marzo 2026 ancora nessuna data di riapertura), i cantieri si fermano, i preventivi scadono e l’Italia perde un’altra occasione per riqualificare davvero il suo patrimonio edilizio.
Il Conto Termico 3.0 non è un’anomalia. È la conferma che il sistema degli incentivi italiani è strutturalmente fallimentare: inefficiente, imprevedibile, umiliante per chi ci lavora sul serio.
(Foto: il volto amaro della burocrazia italiana. Il professionista davanti al portale bloccato, simbolo di un sistema che continua a tradire imprese e cittadini)
Aggiornamento: il portale GSE rimane sospeso. Per non perdere tempo inutile, le imprese stanno già valutando di abbandonare del tutto questo strumento. Finché non cambiano metodo, il Conto Termico resterà solo l’ennesima promessa non mantenuta.





















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