CAPPOTTO TERMICO I 10 ERRORI DI POSA FREQUENTI


Cappotto termico? Cos’è?

Ti piacerebbe non boccheggiare in estate e/o non spendere un sacco di soldi in inverno in riscaldamento? Se questo è quello che desideri allora il cappotto termico è la soluzione ideale per te e il tuo immobile.

Il cappotto termico è una tecnica per la coibentazione termica e in alcuni casi acustica delle pareti di un edificio.

La coibentazione è una tecnica per isolare due sistemi aventi differenti condizioni ambientali, in modo che i due sistemi non scambino calore o vibrazioni sonore tra di loro.

La coibentazione può offrire dunque isolamento termico, acustico o termoacustico!!

Attraverso questa tecnica si mira ad aumentare l’isolamento termico/acustico dell’ edificio per mezzo di un materiale isolante disposto sulle superfici perimetrali: le pareti e il tetto. (Nella foto qui sotto puoi vedere l’isolamento tra il muro dell’edificio e la facciata ventilata)


Perchè è importante il cappotto termico

Il cappotto (isolamento) termico ha una doppia funzione: 1) nei mesi freddi serve a trattenere il caldo all’interno proteggendoci dal freddo e 2) nei mesi caldi serve a proteggerci dal caldo esterno.

Cappotto termico entriamo nei dettagli

Quando si parla di isolamento termico o di cappotto termico, è necessario però fare una distinzione tra: – cappotto termico esterno; – cappotto termico interno.

Cappotto termico esterno




Il cappotto termico esterno viene applicato sulla facciate esterna del muro; questo gli garantisce una maggiore efficacia rispetto a quello interno. È l’edificio intero a essere rivestito dall’esterno, garantendo maggiore continuità e quindi maggiore efficienza. Viene spontanea la metafora con il tipico cappotto indossato sopra i vestiti durante l’inverno.

Cappotto termico interno



Il cappotto termico interno, invece, essendo applicato sulla facciata interna del muro, non presenta continuità ma viene interrotto ogni qualvolta c’è un muro divisorio o un solaio.

Questa tipologia di isolamento prevede l’installazione di materiali isolanti, come pannelli di polistirene e cartongesso dall’interno dell’abitazione, ha il vantaggio di essere più economico, e di poter essere installato anche su una singola unità abitativa, ma spesso non riesce ad isolare perfettamente la casa lasciano alcuni ponti termici che qualitativamente vanno ad influire sull’isolamento generale dell’abitazione.

Per esempio, possiamo trovare dei “ponti termici” in corrispondenza degli angoli, dei solai, dei pilastri sui muri perimetrali e in corrispondenza del perimetro degli infissi dove questi si attaccano alla parete.



– in quel punto aumentano le dispersioni di calore; – proprio a causa del maggior calore che fuoriesce attraverso questi punti, si ha un raffreddamento della parete che comporta, a sua volta, la condensazione del vapore acqueo prodotto all’interno degli ambienti. La condensa si trasforma velocemente in muffa.

Se fatto in modo efficiente, il cappotto termico esterno va a correggere i ponti termici, riducendo le dispersioni, quindi la muffa.

Quali Materiali scegliere per il cappotto termico

I materiali che si possono utilizzare per la realizzazione delcappotto termico li possiamo suddividere in 3 gruppi: materiali sintetici, minerali e vegetali.

  • Isolanti sintetici: sono pannelli isolanti di poliuretano o polistirolo molto leggeri, ed hanno valori di conduttività termica estremamente bassi. Questi hanno un basso costo e sono facili da installare. Si possono trovare in commercio sotto forma di schiuma o pannelli rigidi.


isolanti minerali:sono di origine naturali quindi rinnovabili e riciclabili.

Un isolante termico minerale è stato, solitamente, ricavato dalle rocce. Sono ad esempio la lana di roccia, la lana di vetro e l’argilla espansa. Sono molto resistenti alle muffe e non presentano alcun rischio incendio così come gli altri isolanti termici naturali, sono biodegradabili e molto duraturi;



  • Isolanti termici naturali di tipo vegetali

  • Fibra di legno ( buone proprietà isolanti e buone capacità di accumulare calore)

  • fibra di legno mineralizzato

  • fibra di cellulosa

  • fibra di cellulosa in fiocchi (usato per isolare le intercapedini)

  • fibra di canapa

  • fibra di lino

  • sughero ( è il più costoso ma risulta un ottimo isolamento termoacustico, buona capacità di accumulo termico e smorzamento delle oscillazioni di temperatura, elasticità, resistenza e leggerezza)

  • fibre di cocco

  • iuta

hanno un’elevata traspirabilità (permettono all’umidità interna di uscire all’esterno evitando la formazioni di muffe) ma sono anche i più costosi.

  • Isolanti termici naturali di tipo animale

Tra i materiali termoisolanti di origine animale il più diffuso è la pura lana vergine di pecora. Questo isolante termico naturale è indicato per la coibentazione di tetti ventilati e non ventilati, murature perimetrali, murature interne, solai, controsoffitti e il riempimento delle intercapedini del telaio di finestre e porte.

Regole e spessori

Minore è il valore di conducibilità termica del materiale, maggiore è la sua capacità di isolamento termico. Di norma, un maggiore spessore del rivestimento garantisce una capacità isolante maggiore anche se alcuni nuovi isolanti sintetici permettono di ridurre lo spessore a parità di capacità isolante.

Lavorando dall’esterno, possiamo definire lo spessore adatto al materiale scelto, puntando agli obiettivi energetici da raggiungere.

Nel cappotto termico esterno non c’è limite allo spessore dei pannelli isolanti: a differenza dell’isolamento dall’interno, infatti, non toglie spazio utile alle abitazioni e la normativa consente di andare in deroga alle distanze dai confini (decreti legislativi 115/2008 e il 57/2010).

Come si applica il cappotto termico

Prima di procedere con la posa del sistema “a cappotto” è necessario analizzare il sottofondo su cui andrà applicato. Verificare la planarità del supporto (oltre un fuori piombo di 1 cm ogni 2 m è necessario regolarizzare con intonaco) e lo stato di adesione e stabilità di eventuali rivestimenti della muratura (intonaci e/o finiture colorate). Quindi asportare tutte le parti in fase di distacco, ripristinare le lacune e lavare accuratamente la superficie.

Una tecnica di realizzazione del cappotto termico consiste nell’applicare alle pareti dei pannelli isolanti con colla e appositi sistemi di fissaggio che, successivamente, vengono ricoperti da una rasatura armata e da una finitura spatolata precolorata.

Alcuni pannelli possono essere anche dotati di una rete porta-intonaco per la finitura a malta tradizionale.

(La foto qui sotto mostra come va applicato il cappotto termico)


In alternativa alla rasatura, si può predisporre un reticolo di staffaggi sulla muratura da isolare ed una volta istallato correttamente il materiale isolante, si può pensare all’applicazione di un rivestimento tecnico o meglio definibile, FACCIATA VENTILATA





Attenzione alla posa del cappotto termico

Un aspetto molto importante da tenere in considerazione quando si applica il cappotto termico è la posa, se l’intervento viene eseguito in modo ottimale si ottiene come risultato:

1- Diminuisce la spesa della bolletta. In effetti ci sarà una diminuzione della trasmissione del calore di una parete durante l’inverno, in altre parole il flusso di calore dall’interno verso l’esterno viene diminuito.

Quindi il calore prodotto attraverso il sistema di riscaldamento tende a rimanere all’interno degli ambienti e non a fuoriuscire attraverso le pareti.

In questo modo il sistema di riscaldamento dovrà produrre meno calore per riscaldare gli ambienti e di conseguenza ci sarà la diminuzione dei consumi e, di riflesso, delle bollette.

Inoltre non va dimenticato che si riducono anche le emissioni di CO2 nell’ambiente con conseguente riduzione dell’inquinamento.

2- Si sta più al fresco d’estate. Ci sarà una riduzione del passaggio di calore dall’esterno verso l’interno durante l’estate, in particolare lo “diluisce” nel tempo in modo tale che l’involucro esterno rilasci il calore nelle ore più fresche della giornata, evitando picchi di calore all’interno durante le ore più calde.

In questo modo durante la giornata ci sarà una temperatura praticamente costante all’interno, evitando quindi i picchi di temperatura che ci sono fuori.

Sono disponibili anche delle tecnologie (facciate ventilate) che consentono di diminuire la temperatura esterna della parete, in modo da diminuire la trasmissione del calore dagli strati esterni irraggiati dal sole a quelli interni (quindi all’interno della casa), ma questa scelta dipende dalle singole esigenze.

In definitiva, per un risultato ottimale sono fondamentali 3 aspetti:

1- Un analisi attenta del tipo di intervento da eseguire in funzione delle migliorie sul risparmio energetico desiderato e sul risultato estetico da esigere; senza dimenticare la durabilità della finitura estetica nel tempo ed il piano di manutenzione necessario a mantenere un cappotto termico duraturo.

2- Una scelta attenta dei materiali, in questo caso il famoso detto “chi meno spende, più spende” è una regola da prendere in buona considerazione.

3- Una scelta adeguata di chi effettuerà l’intervento, poichè una corretta tecnica di posa, sicuramente differenzia un cappotto termico bene eseguito da uno male eseguito.

Quest’ultimo aspetto, non è da sottovalutare, in gioco non c’è solo il lato estetico che è più facile da contestare, ma quello più a rischio e meno visibile del consumo energetico e per conseguenza un impatto sulla miglioria della classe energetica del Vs immobile.

Il rischio reale diverrebbe aver intrapreso costi e disagi, pur non ottenendo il risultato principale che si voleva raggiungere: Il risparmio energetico.

Ecco perchè la posa è un aspetto fondamentale da valutare molto bene.