Edilizia circolare, Valentino Cotugno: «Servono regole chiare per gli scarrabili nelle rivendite edili. Il Lazio può diventare un modello nazionale» Convegno ANPAR 15 Ottobre REGIONE LAZIO
Dal convegno ANPAR alla proposta di una nuova regolamentazione: coinvolgere le circa 800 rivendite edili del Lazio per completare la filiera del riciclo, e per le 8000 rivendite edili in Italia diventare un modello nazionale per dare legalità e trasparenza a un settore strategico per la nazioane , creare lavoro e valorizzare i materiali recuperati.

Nella foto Relatore Presidente Confapilazio/produzione , distribuzione edilizia.
CEO Consorzio GRUPPO REA ITALIA 130 rivendite edili associate
Valentino Cotugno
Alla sinistra PRESIDENTE dell'ANPAR CARLO COLOMBINO Associazione Nazioanle Produttori, Aggregati, Riciclati
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ROMA, 15 ottobre 2026 – L’edilizia circolare non può fermarsi agli impianti di recupero. Per diventare un sistema realmente efficace deve partire anche dal territorio, dai piccoli cantieri e dalle attività che ogni giorno sono a contatto con imprese edili, artigiani e cittadini: le rivendite di materiali per l’edilizia.
È questo il messaggio portato da Valentino Cotugno, rappresentante di Gruppo REA Italia e presidente di Confapi Lazio, intervenuto al convegno «La circolarità dei materiali inerti da C&D a Roma e nel Lazio», organizzato da ANPAR presso la Regione Lazio.
Il confronto ha acceso i riflettori su una questione strategica per il futuro del settore: nel Lazio vengono prodotti ogni anno oltre 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione, di cui più di 2 milioni nella sola Roma Capitale. Quantità importanti, che richiedono una rete organizzata di raccolta, recupero e reimpiego dei materiali, capace di collegare i luoghi in cui i rifiuti vengono generati agli impianti autorizzati e, successivamente, ai nuovi cantieri.
Il nodo degli scarrabili: dare risposte concrete alle rivendite edili
Nel suo intervento, Valentino Cotugno ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle rivendite edili e sulla necessità di individuare una soluzione normativa chiara per il posizionamento e la gestione degli scarrabili destinati alla raccolta dei materiali provenienti dalle piccole demolizioni.

Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire alle rivendite che possiedono le condizioni e i requisiti necessari di partecipare attivamente alla filiera del recupero, nel rispetto delle disposizioni ambientali, delle autorizzazioni richieste e delle regole urbanistiche e comunali applicabili.
Oggi, la necessità di chiarire le modalità operative e le condizioni per svolgere questa attività rappresenta un tema concreto per gli operatori del settore. L’obiettivo è promuovere un quadro di riferimento uniforme, evitando incertezze interpretative e consentendo alle imprese di conoscere con precisione le condizioni da rispettare.
La richiesta è quella di avviare un percorso con la Regione Lazio e le amministrazioni locali per definire linee guida, accordi di programma o gli strumenti normativi ritenuti più idonei, affinché il posizionamento degli scarrabili nelle aree di pertinenza delle rivendite possa essere disciplinato in maniera chiara, controllabile e compatibile con le norme vigenti.
Non si tratta di sottrarre attività ai soggetti già operanti nella gestione dei rifiuti, ma di costruire un sistema integrato nel quale ogni componente della filiera possa svolgere il proprio ruolo, secondo competenze, responsabilità e autorizzazioni previste.
Circa 800 rivendite nel Lazio: una rete da valorizzare
Il Lazio può contare su una rete di circa 800 rivendite edili, una presenza capillare che rappresenta una risorsa potenziale per organizzare la raccolta dei piccoli quantitativi di materiali provenienti dalle microdemolizioni.
Le rivendite sono già punti di riferimento per le imprese di costruzione, gli installatori, gli artigiani e gli operatori che lavorano quotidianamente sul territorio. Una rete che, se adeguatamente regolamentata e integrata con gli impianti autorizzati, potrebbe contribuire a rendere più efficiente la gestione dei materiali derivanti dai piccoli interventi edilizi.
La possibilità di attivare servizi regolari di raccolta, laddove consentiti, permetterebbe di sviluppare nuove opportunità di attività economica per le rivendite e per le imprese coinvolte nel trasporto, nella logistica e nel trattamento dei materiali.
I benefici potenziali riguarderebbero l’intera filiera: rivenditori, imprese edili, trasportatori, gestori degli impianti di recupero e produttori di aggregati riciclati. Un sistema organizzato potrebbe inoltre facilitare il conferimento corretto dei materiali, contribuendo a contrastare gli abbandoni incontrollati e a migliorare la gestione dei rifiuti provenienti dai piccoli cantieri.
Dalla raccolta alla vendita: chiudere davvero il ciclo dell’edilizia
La proposta sostenuta da Cotugno non riguarda soltanto la raccolta. Il suo valore strategico consiste nel collegare due momenti complementari: il recupero dei materiali in uscita dai cantieri e la loro reintroduzione nel mercato delle costruzioni.
Le rivendite edili possono infatti rappresentare, oltre che un possibile punto organizzato di raccolta, anche un canale commerciale per promuovere e distribuire prodotti e materiali riciclati conformi ai requisiti applicabili.
In questo modo, la filiera potrebbe svilupparsi lungo un percorso completo:
- Raccolta organizzata: intercettare i materiali provenienti dalle piccole demolizioni attraverso modalità consentite e regolamentate.
- Trasporto e recupero: affidare i materiali agli operatori e agli impianti autorizzati, secondo le procedure previste.
- Produzione di aggregati riciclati: trasformare i materiali recuperabili in risorse utilizzabili nei processi produttivi.
- Commercializzazione e reimpiego: favorire la diffusione dei prodotti riciclati attraverso le rivendite e il loro utilizzo nei nuovi interventi edilizi, nel rispetto dei requisiti tecnici e ambientali.
È questa la logica dell’economia circolare applicata alle costruzioni: ridurre il ricorso alle materie prime naturali, limitare gli spostamenti non necessari e creare un mercato effettivo per i materiali recuperati.
La programmazione regionale degli impianti, il coordinamento con i cantieri pubblici e privati e la corretta applicazione dei Criteri Ambientali Minimi possono contribuire a rendere questo modello più efficace, come evidenziato anche dal confronto promosso da ANPAR.
Una proposta per il Lazio, un’opportunità per l’Italia
La sfida è trasformare le esigenze operative delle imprese in una proposta concreta da sottoporre alle istituzioni.
Il Lazio potrebbe avviare un percorso di confronto tra Regione, Comuni, associazioni di categoria, rivendite edili, trasportatori e gestori degli impianti, con l’obiettivo di definire condizioni omogenee e procedure verificabili per l’eventuale raccolta dei materiali presso le rivendite.
Un modello che, se efficace e compatibile con il quadro normativo nazionale, potrebbe diventare un riferimento anche per le altre regioni italiane.
In Italia operano infatti migliaia di rivendite edili. Estendere a livello nazionale un sistema organizzato e regolamentato potrebbe ampliare la capacità della filiera di intercettare i materiali delle microdemolizioni e favorire nuove attività economiche legate al recupero e alla commercializzazione dei prodotti riciclati.
Per questo, l’obiettivo indicato è ambizioso: partire dalle circa 800 rivendite del Lazio per elaborare un’esperienza replicabile, potenzialmente utile a una rete nazionale di circa 8.000 rivendite.
Gruppo REA Italia: le rivendite protagoniste della transizione circolare
L’intervento di Valentino Cotugno porta all’attenzione delle istituzioni una componente della filiera che può contribuire concretamente alla diffusione dell’economia circolare sul territorio.
Per Gruppo REA Italia, consorzio che riunisce rivenditori di materiali edili, il tema riguarda direttamente il futuro della distribuzione specializzata: non soltanto un luogo in cui acquistare prodotti per costruire, ma una rete territoriale che può favorire l’incontro tra imprese, materiali, servizi e nuove esigenze ambientali.
Il percorso richiede regole certe, responsabilità definite e collaborazione tra pubblico e privato. La possibilità di raccogliere materiali presso le rivendite dovrà essere valutata e disciplinata dalle autorità competenti, senza deroghe agli obblighi ambientali e alle autorizzazioni necessarie.
La direzione, tuttavia, è chiara: completare la filiera dell’edilizia circolare significa collegare raccolta, recupero, produzione e vendita, facendo delle rivendite edili un possibile elemento attivo del sistema.
Il Lazio ha l’opportunità di aprire un confronto concreto su questa proposta. L’obiettivo è trasformare una necessità operativa delle imprese in un progetto di interesse generale, capace di generare opportunità di lavoro, valorizzare i materiali recuperati e contribuire a un’edilizia più sostenibile.
Un percorso che, partendo dal territorio, potrebbe offrire indicazioni utili per costruire un modello nazionale di collaborazione tra istituzioni e filiera delle costruzioni.
I RINGRAZIAMENTI DI VALENTINO COTUGNO E I PROTAGONISTI DEL CONVEGNO
A conclusione dell’incontro, Valentino Cotugno, in qualità di rappresentante di Gruppo REA Italia e Presidente di Confapi Lazio Produzione , Distribuzione Edilizia, desidera esprimere un sentito ringraziamento al Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, per il saluto istituzionale inviato da Bruxelles, dove era impegnato in incontri istituzionali europei.
Un ringraziamento particolare va inoltre al Dott. Paolo Barberi, Segretario nazionale di ANPAR, per l’organizzazione dell’iniziativa e per aver promosso un importante momento di confronto tra istituzioni, associazioni, imprese e operatori della filiera dell’edilizia e del recupero dei materiali inerti.
L’incontro ha rappresentato un’occasione significativa per ribadire quanto sia fondamentale rafforzare il dialogo tra mondo produttivo e istituzioni, promuovendo il riciclo dei materiali provenienti dalle attività di costruzione e demolizione, la sostenibilità ambientale e l'impiego degli aggregati riciclati nelle opere pubbliche e private.
I RELATORI E I PROTAGONISTI DEL CONVEGNO DEL 15 OTTOBRE 2026
I saluti istituzionali
Carlo Colombino – Presidente nazionale ANPAR.
Antonello Aurigemma – Presidente del Consiglio regionale del Lazio, con un saluto istituzionale da Bruxelles.
Introduzione e coordinamento dei lavori
Paolo Barberi – Segretario nazionale ANPAR, moderatore e coordinatore dei lavori.
Gli approfondimenti tecnici
Corrado Carrubba – Safe Green Società tra Avvocati; intervento sul quadro normativo e sui criteri di localizzazione degli impianti.
Leonardo Nolasco – Delegato ANPAR per il Lazio; approfondimento sul Piano di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale.
Emmanuele Fabbri – Delegato ANPAR presso i tavoli ministeriali sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia e le infrastrutture stradali.
La voce delle imprese del Lazio
Marco Marsicola – Rime 1, rappresentante del mondo imprenditoriale del settore.
Valentino Cotugno – Gruppo REA Italia e Presidente di Confapi Lazio Edilizia, intervenuto in rappresentanza del mondo delle imprese e della distribuzione edile.
La tavola rotonda: istituzioni, imprese e ambiente
Moderatore:
Edoardo Zanchini – Direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale.
Partecipanti:
Alessandro Minicucci – Vicepresidente per i Rapporti associativi di ANCE Roma.
Andrea Minutolo – Coordinatore dell’Ufficio scientifico di Legambiente.
Pierluigi Sanna – Vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale.
Carlo Colombino – Presidente nazionale ANPAR.
Il confronto ha posto al centro una questione strategica per il futuro del Lazio: trasformare i materiali provenienti dai cantieri e dalle demolizioni in nuove risorse per l’edilizia, favorendo l’economia circolare, la riduzione del consumo di risorse naturali e un maggiore utilizzo degli aggregati riciclati nelle opere pubbliche e private.
Un obiettivo che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese, associazioni di categoria e professionisti, affinché la sostenibilità ambientale possa tradursi in opportunità concrete di sviluppo per il territorio.
A cura della Redazione di rivenditoriedili.it





















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